“Scholarly Editing and the Media Shift” | Afterthought

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Afterthought

Resoconto del seminario

Le due giornate sono andate molto bene (con grande soddisfazione di tutti).

Grazie a Marina Buzzoni, Anna Cappellotto, Omar Khalaf, Tiziana Mancinelli, Patrick Sahle, Desmond Schmidt. Grazie a Domenico Fiormonte, che non ha potuto essere con noi, ma ci ha consigliati e aiutati a organizzare un intervento di Desmond Schmidt, dal Queensland, via skype (ecdosis project): per la riuscita del collegamento, oltre alla disponibilità e alla chiarezza di Desmond, è stata determinante la generosa ‘conduzione’ di Tiziana Mancinelli; Tiziana ha gestito in proprio il workshop (molto efficace e partecipato).

Si è parlato di criteri per la Digital Scholarly Edition (DSE: Cappellotto, Sahle), e della preponderanza della ‘modellazione’ dei dati (modelling), circostanza che ribalta in paradosso i timori su cui si erano fondati vari caveat opposti (ormai parecchi anni fa e specialmente in Italia) al digital turn (ad esempio il rischio paventato di una proliferazione irregolata delle edizioni, la creazione di ‘discount editoriali’, indiscriminatamente accessibili agli utenti della rete).

Si è parlato delle sorti dell’edizione bidimensionale cartacea (fa lo stesso se diffusa come pdf sul web!): Buzzoni, Cappellotto, Sahle (e un po’ tutti); del ‘paradigma della pagina’ (Cappellotto e Sahle, con efficace capacità di sintesi e grande impatto ‘didattico’), del guappo tridimensionale della locandina (che elude il paradigma della pagina saltando giù dalla cornice).

Ci si è confrontati con una nitida introduzione alla stemmatologia computer-assistita (Buzzoni); Khalaf ha parlato della progetto di marcatura del codice di Ivrea dell’Editto di Rotari (Buzzoni, Rosselli del Turco: ALIM 2).

Anna Bognolo, Paola Bellomi, Stefano Neri (e gli altri ispanisti) sono stati presenti nonostante gli impegni ‘istituzionali, gli studenti di tutti i livelli hanno discusso appassionatamente con tutti noi: grazie a tutti!